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Questo argomento l proposto anche sulla mia pagina in facebook! Buona lettura e buona novit per chi crede ancora alle favole storiche!

JOHANN SEBASTIAN BACH ODIAVA IL TEMPERAMENTO EQUABILE

L che potrebbe apparire a tutta prima astrusa e provocatoria per la gran parte dei lettori dei di testo italiani, non affatto un ma la pura verit. Da una parte, gli equalizzatori a tutti i costi hanno proseguito per troppi decenni a forza di fandonie, sicché gli storici che li appoggiavano si sono tenuti ben lontani dal cercare le prove e le dimostrazioni fisico acustiche al riguardo (ricordiamoci per che ahi loro! proprio la musica qualcosa di molto fisico e molto acustico). Dall i musicologi hanno scritto la storia ufficiale sulla base di sentito dire che Bach la pensava come noi ma mai una citazione di supporto, mai! Eppure, proprio in universit, quegli stessi musicologi hanno sempre vietato ogni affermazione che non fosse comprovata da fonti originarie. Forse essi hanno creduto a torto che la denuncia di Marcuse fosse un fatto positivo nell barocca, ed hanno gridato in coro: il musicista ad una dimensione Povero pap Bach.

Innanzitutto alcuni chiarimenti. Smettiamola di far finta che equalizzazione e temperamento siano la stessa cosa, altrimenti le nuove generazioni non si raccapezzeranno pi.

deriva dal latino e significa moderare, lenire, distribuire in giusta misura (attenzione non in maniera equabile). La intonazione di Gioseffo Zarlino ha per es. do re 9/8 e re mi = 10/9; la loro differenza ammonta perci al famoso comma sintonico 81/80. Ma allora che cosa si mitiga? Ebbene, ci che subisce una giusta moderazione l naturale, dalla purezza della quale ci si discosta un po in maniera tollerabile per l Decine e decine di temperamenti si sono avvicendati nel corso della storia della musica, in particolare a partire dal Rinascimento in poi. Vogliamo riferirci alle di Zarlino, di Vicentino, al Mesotonico, al temperamento di Kirnberger, Werckmeister, Neidhardt, G. Silbermann, Mattheson, Serre, Sorge, Vallotti, Tartini, Gervasoni, Thomas Young e cos via.

Un specificazione per a questo punto necessaria! Da un canto si pu temperare in maniera eguale, ossia regolare: ad es. tutte le terze possono essere tra di loro equivalenti in ampiezza come nell mesotonica. Dall sia le terze tra di esse, sia le quinte hanno intonazioni appena diverse per poter chiudere il circolo, nelle cosiddette accordature cicliche. In tal caso il temperamento si chiama ineguale o irregolare. Il temperamento a gradi equalizzati (questa la dizione scientifica) un caso particolarissimo ed unico di accordatura regolare, oltreché eguale e ciclica (anche se all Esso talmente perfetto che esiste per solo nei sogni iperuranici dei suoi paladini. Pensate che in esso tutti i semitoni, tutti i toni, le terze, le quinte e le settime hanno la stessa ampiezza, all della loro categoria, s Ma che numero, per immaginare do=reb, mi fa ecc.! Lo leggerete puntate un po pi avanti. Un numero infinito che non ha alcuna corrispondenza con nessun tipo di propagazione del suono, con nessun processo di elaborazione cocleare e mentale dell Dodicimila terminazioni nervose si dipartono dall sinistro ed altrettante da quello destro. Nessuna di esse sarebbe in grado d un suono simile.

Ci chiediamo allora: chi l inventata codesta teoria? E ancora: a che cosa serve? Alla prima domanda risponderemo nel corso dei prossimi interventi. Per quanto riguarda la seconda, forniremo alcuni elementi essenziali nel prosieguo del presente scritto.

Procediamo oltre. temperato allora che cosa significa? (Attenzione: abbiamo detto temperato ossia buon temperamento, e fino a prova contraria, non significa come gli studiosi di cui sopra vorrebbero far credere). Dicevamo temperato Proviamo a dare una definizione: un sistema di accordatura ineguale (l di tutti i toni, come pure dei semitoni appena diversa), in maniera tale, per, da permette la chiusura del circolo delle quinte e terze con le ottave (l di Kirnberger, allievo di Bach, infatti ciclica). Ribadiamo: nulla di paragonabile al sistema a gradi equalizzati, che solo una teoria per rendere possibile il confronto tra le decine e decine di temperamenti, ai quali si accennava poc Non a caso, uno degli aspetti pi essenziali dell barocca quello di basarsi sull mesotonica della scala (ossia del tono intermedio o meantone e mitteltonig). E siffatta scala tende a privilegiare la purezza degli intervalli pi usati a quell quelli di terza, a scapito degli altri, specialmente della quinta che ammonta in essa o a 696,5 cents, invece che a 702 (circa 1/36 di tono pi stretta).

Poiché nel corso del XVII sec., la musica strumentale o specialmente per tastiere o si autonomizza del tutto da quella vocale, questo tipo d mesotonica (una via di mezzo fra doore e reomi) diviene in effetti necessario, al fine di semplificare le tecniche esecutive, tutto a vantaggio della complessit polifonica, scelta dalla musica occidentale come via maestra. Per, come puntualizza il teorico musicale R. M. Bosanquet (An elementary treatise on musical intervals and temperament, London, 1876, 29), Johann Sebastian Bach con il Clavier ( tastiera ben temperata edita in Italia come clavicembalo [sic!] ben temperato non ha inteso affatto il a gradi equalizzati Pensate che musicologi anche molto quotati continuano a scrivere che soltanto con tale sistema si possa modulare nelle 24 tonicalit maggiori e minori. Invece, anche e soprattutto l di Kirnberger, sulla quale Bach si molto probabilmente basato permette di modulare in tutte le tonicalit Anzi queste perdipi continuano a mantenere intatta la loro caratteristica sonora o Toncharakter, come l chiamata Handschin.

Il musicologo tedesco Hans Heinz Drager durante le giornate bachiane del 1950 a Lipsia ha giustamente fatto rilevare che, quando si parla di all falsificazione delle altezze, rispetto a quelle immaginate dal compositore, un pi irritante della falsificazione dell nelle esecuzioni sui moderni pianoforti a coda E poi, riflettiamo senza preconcetti: se (ad. es.) do+ e reb+ re+ e mib+ ecc., fossero tra di loro equivalenti secondo la teoria del equalizzato a che scopo comporre in tutte le 24 tonicalit (12 maggiori e 12 minori)? A che pro impiegare diesis e bemolle. Perché mai scrivere proprio in quella tonicalit di mi bemolle minore? Edonismo di bassa lega frammisto a superficiale virtuosismo, o qualcos Ricordiamo, innanzitutto, alcuni fatti.

Bach come interprete e collaudatore d non si pronunci mai ad es. contro l mesotonica di Silbermann, col quale spesso collaborava. Si sa per certo, anzi, che il compositore espresse giudizi positivi circa l Silbermann della di Nostra Signora a Dresda, dopo un concerto del 1.12.1736; le parole esatte furono: costruisce degli ottimi organi E se Johann Sebastian, collaudatore tanto preciso fino alla mania, impieg l riferendosi ad un organo costruito da Silbermann, la sua allusione era senz riferita all non certo alla bellezza dei fregi sul somiere. (cfr.: E. Rupp, Die Entwicklungsgeschichte der Orgelbaukunst, 1929, 69).

In secondo luogo, dal punto di vista linguistico, la tesi del equalizzato (meglio il clavicordo) insostenibile, giacché in tedesco si direbbe, semmai, gleichwebende [gleichstufige] Clavier Inoltre, bisogna seguire la dizione Clavier e non Klavier, termine ottocentesco riferentesi a pianoforte; di qui l madornale commesso da Giulio Bas nel Trattato di Forma Musicale, edito dalla Ricordi (p. 345), ove sembra che J. S. Bach abbia composto per pianoforte [sic!!!] . Clavier, pertanto, indica nell barocca bachiana o gli strumenti ad accordatura fissa (organo, cembalo, clavicordo, virginale, spinetta Rimane il secolare dissidio sul significato di wohltemperirte (non wohltemperierte).

Kirnberger, allievo di Johann Sebastian, cita nel suo trattato della composizione naturale nella musica una lettera di Philipp Emanuel Bach, nella quale quest scrive:

anche gridarlo che i miei princpi fondamentali, come quelli del mio amato padre, sono anti Rameau ovvero contro ogni forma di iperrazionalizzazione della musica. Figuriamoci se i Bach avrebbero mai potuto accettare come valore del semitono la radice 12ma di due = 1,059463094359 (cfr.: A. Di Benedetto, Analisi Musicale, Carisch, 1994, par.

D canto, invece, molto probabile che Johann Sebastian abbia usato proprio l kirnbergheriana, ossia un per quinte e terze sovrapposte (cfr.: A. Di Benedetto, Analisi Musicale, par. 13.8.).

Ad ogni buon conto, anche Rameau, dopo aver appoggiato il sistema equalizzato nel Traité (1722), di poi, nel Nouveau Systme (1726), raccomanda un mesotonica modificata (cfr.: M. Barbour, and the art of temperament The Musical Quarterly, 1947, 78).

Contro ogni immaginazione, i temperamenti inequali mesotonico e kirnbergheriano furono applicati ed adoperati nella prassi musicale fino all inoltrato; in particolare essi trovarono impiego negli organi, ove i gradi equalizzati risultano oltremodo sgraditi per la persistenza del suono in tali strumenti e quindi per i battimenti insopportabili e continui che si verrebbero a formare; rammentiamo infatti che tali battimenti si attenuano oltremodo nel pianoforte per il fatto che in tale strumento il suono quasi immediatamente dopo la percussione, occultando in tal modo siffatta cacofonia. (Edizione ottima del Wohltemperirtes Clavier, anche nell dei temperamenti inequali, quella della Carisch, che si basa suII di J. S. Bach: Milano, 1994).

Sentiamo, per, a questo punto, che cosa ne pensano dei equalizzati due teorici odierni, Edward Brown e William Duckworth:

ogni modo, il temperamento equabile distrugge le caratteristiche proprie delle varie tonicalit e degli accordi presenti nell del temperamento mesotonico [W. Duckworth, E. Brown, Theoretical foundation of music, Belmont (California), Wadsworth Publishing Company Inc., 1978, 20] .

Analoghe considerazioni si trovano in: R. L. Crocker, A history of musical style, ( instrumental works at Cthen New York, Dover, 1986, 332: accordava come [Johann Caspar Ferdinand] Fischer (ed altri) avevano gi fatto in precedenza, ovvero usando un temperamento circolo che ampliava l delle tonalit disponibili, sacrificando la purezza di quelle vicino al centro. In particolare Bach spinse tale ambito verso le sue estreme conseguenze, laddove le tonalit non erano pi utilizzabili. Ci si risolveva nelle ventiquattro tonalit disponibili ma, come dovrebbe essere ormai notorio, non nelle 24 tonalit a temperamento equalizzato. Le differenze di accordatura che ne derivavano [quindi i comma] non erano equamente distribuite fra tutte le tonalit. Anzi, quelle intorno al do magg. erano lasciate un po pi pure, perci suonavano in maniera affatto diversa da quelle con cinque o sei diesis o bemolle a discrezione per dell che poteva aggiustare l quando lo riteneva conveniente (possibilmente, un po prima di eseguire un brano particolare) commento del termine temperato impiegato da Carl Philipp Emanuel Bach nel Saggio di metodo per la tastiera, cos si esprime la curatrice del testo Gabriella Gentili Verona:

a considerare il Clavier come determinante del temperamento equabile ha indotto a ritenere superato il problema dell dal 1722, quando Johann Sebastian Bach pubblicava il primo volume di questa sua opera. La realt storica invece diversa. Da oltre un secolo studiosi come R. H. M. Bosanquet ( elementary treatise on Musical Intervals and Temperament 1876) e H. Kelletat ( musikalischen Temperament insbesondere bei J. S. Bach 1960) hanno evidenziato la contrariet di J. S. Bach ad un tipo di accordatura in cui l degli intervalli fosse rigorosamente matematica. Per le esecuzioni al clavicembalo Bach, come molti altri suoi contemporanei, pare che riaccordasse ogni volta lo strumento per preparare un in una nuova tonalit spostando la del lupo in una zona lasciata in disparte dalla composizione. ( E assai probabile, quindi, che con il titolo Wohltemperirte Clavier J. S. Bach intendesse una specie di temperamento mesotonico modificato come quello ricostruito da Herbert Anton Kellner nello spirito Barocco che considerava la Triade come simbolo della Divina Trinit. Quest consente l in tutte ventiquattro le tonalit [C. Ph. E. Bach, Saggio di metodo per la tastiera, trad. it. G. G. Verona (a cura di), Milano, Curci, (Il parte), 364, nota 131] .

Ricordiamo anche la testimonianza di una musicologa, nonché dei sintetizzatori e della campionatura dei suoni. Vogliamo riferirci a Wendy Carlos, una delle studiose pi quotate nonché realizzatrici al computer delle opere bachiane, secondo i temperamenti inequali dell barocca. A proposito di Bach, cosiddetto del temperamento equabile Carlos ha commentato nella maniera seguente:

un mito troppo pubblicizzato. In realt anch anni fa, sono stata colpevole di credere che con Bach avevamo avuto il temperamento equabile e che i suoi 24 Preludi e Fughe erano l che lo dimostrava. Sbagliato! Nonostante questo, certi miei amici hanno obiettato che non c ragione per cui io dovessi essere cos purista da usare solamente le scale di Bach ( (W. Carlos, a Switched on Bach Strumenti Musicali 148, Milano, Jackson ed., novembre 1992, 44). [Invece, la ragione c’, giacché con le accordature alternative] meglio il suono! Come dire, perché bisogna usare spezie e condimenti quando si cucina? Perché viene meglio il sapore. Non c bisogno di altre giustificazioni. Ma il miglioramento sottile ( A Bach non mai piaciuto il temperamento equabile Aveva scoperto che rendeva le terze troppo impure, al solo fine di permettere modulazioni pi ampie ( Bach diceva sempre Facciamo le terze un pochino acute Verranno di poco superiori alla terza pura ma non cos acute come nel temperamento epuabile (Idem, 43).

A questo punto, vi starete forse chiedendo: servir pure a qualcosa la teoria dell Ebbene s, non proprio da buttare in toto. Dobbiamo per difenderla contro i suoi paladini troppo convinti. Perci Karg Elert ebbe ad annotare in margine alla sua copia della Harmonielehre schoenberghiana: cielo, che dilettante siffatta teoria vantaggiosa per mediare, mitigare e temperare le differenze d fra i diversi gruppi strumentali e vocali. (Sottolineo: mitigare, che esprime pertanto tensione verso non un punto fermo d mediante un numero cos preciso ed infinito, secondo il quale soltanto il Santissimo Creatore sarebbe in grado di accordare). Nell gli archi sono intonati secondo le quarte e quinte naturali; gli strumenti a fiato e gli ottoni, in particolare, seguono il principio della risonanza e delle armoniche; le arpe e i pianoforti, costruiti in base al temperamento, sono accordati ad orecchio, il quale ode secondo l naturale; il coro tende all pitagorico naturale e cos di seguito. Per farla breve, l odierna si basa su un mista compresa fra rapporti di tipo pitagorico, armonistico naturale e temperati in maniera inequale.

L badiale commesso dai sostenitori a tutto campo dell eciualizzata consiste nel credere che l sia un prassi esecutiva e non un semplice sistema fittizio tutt pi (per gli equalizzatori, s ma di certo nient reale; e scambiare la teoria per la prassi, nel migliore dei casi indice d nel peggiore palesa uno stato avanzato di perversione mentale; infatti, nessuno si sognerebbe mai e poi mai d che il progetto di un ponte stradale sia il ponte gi realizzato. Esistono senz anche i cosiddetti ideali ma essi hanno a che fare pi che altro con le affinit elettive di romantica memoria.

Si diceva: sistema fittizio Questo permette solo e soltanto di differenziare le molteplici accordature avvicendatesi nel corso della storia; la finalit quella di ovviare alla limitatezza degli strumenti ad intonazione fissa (ad es. liuto, chitarra, organo, cembalo, clavicordo, virginale, spinetta, pianoforte Ma, scusate, ancora una volta il paragone che pu suonare un po forte: chi si sognerebbe mai di i campioni centometristi, giacché c un di persone, purtroppo costrette sulla sedia a rotelle? L bene dirlo a chiare lettere suona, ad ogni modo, sempre secondo la stupenda ed infinita variet dell naturale, come l ode in base alle infinite sfumature molteplici dell naturale.

Lo scopo mistificatorio dell’illuminismo odierno purtroppo per andato ben oltre, forzando artatamente il pensiero di musicisti e teorici della portata di Andreas Werckmeister il quale era del tutto avverso al temperamento equalizzato. Egli, al contrario di ci che sostengono i musicologi nostrani persino nelle enciclopedie e nei testi universitari autorevoli propone nel Musikalische Temperatur (1691) quattro differenti accordature possibili. Fra di esse la terza passata alla vera come werckmeisteriano che contiene 8 quinte perfette e 4 mesotoniche, ossia abbassate di 1/4 di comma. In riferimento all barocca, il linguaggio sonoro risulta tanto pi trascinante e carico di (ossia d etica e trasporto estatico), quanto pi si serve delle differenze commatiche esistenti fra le molteplici tonicalit. L dei comma, a fini espressivi ed estetici, dunque parte essenziale di tutta l barocca, non solamente di alcune idee sull degli strumenti. Agli equalizzatori della pi bell ecco come risponde Werckmeister nell musica (1697), ironizzando sul a gradi equalizzati non sono stato capace di approvare questa idea, poiché preferirei avere le tonalit diatoniche pi pure, affinché il genere diatonico stesso, che adoperato nella stragrande maggioranza dei casi, sia mantenuto il pi naturale possibile credono che il temperamento, parificando tutte le consonanze, alla fine sarebbe stato apprezzato; perci la musica, in avvenire avrebbe calcolato e misurato ogni cosa, a tal punto da equalizzare tutto, per poter suonare un Lied tanto in do che in do (Analisi Musicale, Carisch, 166).

Esigiamo in coro a questo punto una citazione altrettanto chiara che farebbe di Werckmeister il paladino dell Non dimentichiamo mai che la scienza quella branca del sapere che fornisce agli studiosi tutti gli elementi ed i dati affinché chi non d con certe teorie possa dimostrarne il contrario senza incontrare di gomma delle credenze dei musicologi che queste non sono mai e poi mai sostenute da fonti attendibili oppure da citazioni autografe, come imporrebbe persino la pi semplice tesina di laurea. Il fine mistificatono nasconde per interessi troppo grandi. Cervelli illustri dovrebbero riconoscere di essersi sbagliati o peggio ancora di aver barato. Di casi e zeppa la musicologia ufficiale, la quale continua a sostenere le menzogne, in nome della commercializzazione dei testi che per la maggiore (Cfr.: Analisi Musicale, Carisch, cap. 13. In particolare, 146, 166 71, 186: Bach, J. S.). C bisogno infatti di un personale e scientifica incrollabili per riconoscere i propri errori. Cos fece Anton Bruckner durante una delle lezioni di teoria dell da lui tenute presso l di Vienna (9, nov., 1891):

miei insegnanti mi hanno detto che il nostro orecchio non tollera l naturale, per la qual cosa stata realizzata l temperata. Anch a mia volta,
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ho detto le stesse cose ai miei allievi, fino a quando un giapponese non mi ha fatto ascoltare uno strano armonium.